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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di federica rolich (del 17/12/2008 @ 11:18:18, in LAVORO, linkato 413 volte)
“L'Unione europea ha istituito gli strumenti legislativi e di bilancio appropriati per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori italiani, che risentono delle conseguenze delle trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale, e per agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro" è quanto ha detto Mario Mauro, Vicepresidente del Parlamento Europeo e membro della Commissione per il bilancio del Parlamento europeo.
"La Commissione europea ha attinto al “Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione” per gli esuberi nel settore tessile"- continua Mauro- e
35 milioni di euro sono destinati all'assistenza di circa 6.000 lavoratori licenziati per esuberi, a causa della generale tendenza dell`industria dell`abbigliamento a produrre in quei paesi dove i costi sono meno elevati.
A beneficiare di tale importo saranno la Lombardia, il Piemonte, la Sardegna e la Toscana, per un totale di circa 800 imprese
Di federica rolich (del 24/11/2008 @ 19:16:59, in LAVORO, linkato 187 volte)
Pessime prospettive per il 2009 che vedrà circa 400mila nuovi disoccupati italiani.
Secondo una stima della Cgil infatti, il 31 dicembre 2008 potranno perdere il posto di lavoro ben 400mila precari, ai quali non verrà rinnovato il contratto.
Evidentemente la crisi non è una moda ma qualcosa di ben più serio e complicato, e se da un lato sono inutili i falsi allarmismi, dall’altro bisogna guardare in faccia la realtà.
Oggi in Italia si contano nel settore privato circa 3,4 milioni di lavoratori precari di cui 1,8 milioni a tempo determinato, 1 milione di collaboratori, 200 mila interinali, 300 mila con partita Iva e 100 mila occasionali.
Come può un paese come l’Italia risollevarsi dalla crisi se nessuno riesce a risolvere il problema del lavoro?
Come può risollevarsi l’economia se i giovani vengono usati dalle aziende per sei mesi e poi cacciati via con una pedata per evitare di doverli assumere?
Come fanno i trentenni, che qualcuno ha avuto il coraggio di definire “bamboccioni”, a pagare un mutuo, sposarsi, fare figli, con il rischio certo di restare senza lavoro e quindi senza uno stipendio?
Come si fa ad uscire da una crisi se la colonna portante della società, cioè la fascia di lavoratori, è così fragile?
I sindacati organizzano uno sciopero, il governo fa la solita sparata sulla riduzione delle tasse su straordinari ed imprese e su ipotetici contributi a soggetti a basso reddito: tutte cose alla quali siamo ormai abituati e che ci suscitano solo più la nausea.
Ma l’unico che riesce a risollevare gli animi è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, con fare quasi paterno, esorta gli italiani a non avere paura e a non cambiare le abitudini di spesa, perchè ciò renderebbe la crisi ancora più profonda.
Per la serie:oltre al danno anche la beffa!
Come dire: la colpa della crisi non è di chi governa ma di chi dice che tutto va male, perché con questa sfiducia si mina l’ottimismo generale…
“La gente dovrebbe mettere da parte le angosce da terza settimana e ricominciare a spendere, invece sta avvenendo il contrario - scuote la testa il premier - c’è una caduta verticale negli acquisti di automobili, nella richiesta di mutui, perfino nel consumo di certi generi alimentari».
Pensare che i prezzi degli alberi di Natale sono rimasti stabili rispetto al 2007…
C’era una volta una donna giovane,bella, ricca ed importante che disse: “ Se il popolo non ha il pane, dategli le brioches!”.
Se non ricordo male, fece una brutta fine…
F.R.
Di federica rolich (del 14/11/2008 @ 11:57:26, in LAVORO, linkato 262 volte)
Il Piemonte in cassa integrazione. In piemonte sono ormai 35 mila i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione che colpisce i settori meccanici, chimici, edili e tessili. Aziende come Skf, Powertrain Stura, Azimut, che vara barche milionarie, si trovano oggi costrette a spazzare via 2600-2700 ragazzi ed operai di 40 anni per far fronte alla crisi dalla quale sembra non si salvi più nessuno. Alla richiesta di cassa integrazione di 400 imprese si accompagna la chiusura di stabilimenti come la Michelin con 600 addetti, la Dayco con 470, mentre è in difficoltà acutissima la Pininfarina che sta per annunciare 700 esuberi. Cassa integrazione anche per la Motorola ed i suoi 400 ingegneri super specializzati, per Telecom che vede 300 esuberi a Torino, e per le Carrozzerie Mirafiori. Grande preoccupazione quindi per il settore auto, colonna portante dell’economia piemontese, che secondo T. Lagazzi, segretario generale della Uilm, necessita di un sostegno da parte del governo. Giorgio Airaudo, segretario della Fiom torinese, definisce la crisi dell’auto grave quanto quella finanziaria ed afferma che sia necessario riportare l’indennità di cassa all’80% dello stipendio, come in precedenza, anzichè al 60%. Per risolvere la crisi economica del Piemonte si discute sulla possibilità di concedere gli ammortizzatori sociali per 15 mila lavoratori. «Questa è solo la punta dell’iceberg di uno stato di crisi più profonda. Ci sono dati inquietanti sul nostro sistema economico» spiega la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso. La Regione ha stanziato 70 milioni per la ricapitalizzazione dei consorzi fidi (venti milioni sono cash e dovrebbero portare almeno 400 milioni di liquidità al sistema economico regionale ed altri 800 milioni dovrebbero arrivare dal rimborso statale dell’addizionale Irpef per pagare i fornitori) e la Giunta dovrebbe aumentare di 5/6 milioni le dotazioni del fondo di integrazione del reddito per le famiglie colpite dalla cassa integrazione. Intanto si attende l’apertura di una trattativa tra la regione Piemonte ed il governo. F.R.
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