Come investire limitando i rischi al minimo

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rolieg
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Come investire limitando i rischi al minimo

Messaggio da rolieg » gio feb 19, 2009 4:26 pm

Come investire limitando i rischi al minimo
edmondo rho Domenica 1 Marzo 2009

Primo consiglio per evitare le truffe finanziarie: essere sempre guardinghi. “In molti casi alla base del raggiro c’è l’amicizia. E, sempre, c’è un rapporto di fiducia tra la vittima e il truffatore” racconta l’avvocato Roberto Vassalle di Mantova, uno dei legali più noti in Italia nel campo della difesa del risparmio. “A volte i promotori e i funzionari di banca infedeli sono addirittura parenti dei truffati. A Reggio Emilia mi sto occupando di tre clienti che hanno perso un totale di 1,5 milioni di euro fidandosi di un funzionario di banca che era un loro vicino di casa. Alla base della truffa c’era un rapporto di fiducia andato avanti per anni”. Proprio come nel caso Madoff? “Sì. Spesso vengono prodotti estratti conto falsi, mentre quelli veri sono domiciliati presso la banca e occultati al cliente” avverte Vassalle.

Seconda avvertenza: non prendere per garantiti nemmeno i consigli, mai disinteressati, delle banche. Agli sportelli in molti casi vengono proposte forme di investimento complicate e rischiose, prodotti finanziari che di sua iniziativa il cliente non comprerebbe mai. Per esempio le obbligazioni strutturate, le polizze unit e index linked o i derivati per le imprese. Tutti strumenti che servono anzitutto a far guadagnare chi li vende.

Terzo punto: occorre avere un’idea chiara di quello che si compra. “Attenzione agli ingredienti, bisogna sempre sapere quali titoli contiene il fondo o la polizza in cui s’investe” interviene l’avvocato Antonio Tanza di Lecce, vicepresidente nazionale dell’Adusbef, associazione di difesa degli utenti bancari. “Altrimenti si scopre magari che i prodotti sono titoli di stato travestiti. Per esempio, è composta per l’84 per cento da titoli di stato la polizza Scudo 42, offerta per risarcire i clienti che avevano titoli Lehman Brothers da parte dell’Unicredit Banca di Roma”.

E quali sono le dimensioni delle truffe vere e proprie? Gli importi sono molto variabili, da 100 mila euro fino a 5 milioni. In molti casi si tratta di ammanchi provocati da promotori finanziari. Nel 2008 la Consob, la commissione che controlla le società e la borsa, ha radiato 45 promotori dall’albo, mentre per altri 43 ha adottato una sospensione sanzionatoria (da un minimo di un mese a un massimo di quattro). Inoltre in 31 casi la Consob ha segnalato all’autorità giudiziaria un’attività illecita da parte dei promotori.

Comunque nel 2008 le truffe finanziarie sembrano leggermente diminuite dato che nel 2007 le radiazioni di promotori decise dalla Consob erano state 64, le sospensioni cautelari 25 e le sospensioni sanzionatorie 44. Tanza in questo senso consiglia di “accertarsi che si abbia a che fare effettivamente con un promotore, facendogli esibire il tesserino, e poi controllare sui siti della Banca d’Italia e della Consob che non sia stato sospeso o radiato”.

Va aggiunto che, per fortuna, la legge italiana tutela i risparmiatori truffati: la banca risponde in solido del comportamento fraudolento di promotori finanziari e funzionari infedeli.

“Certo, è rarissimo che la banca si faccia carico spontaneamente della perdita. In genere paga dopo l’iniziativa di un legale” avverte Vassalle, che ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli in cause per investimenti finanziari: è stato il primo avvocato in Italia a vincere in Cassazione sul caso dell’anatocismo (cioè gli interessi sugli interessi, giudicati illegittimi) e sull’uso di piazza (un altro sistema con cui le banche tosavano i clienti applicando tassi più alti). Ha pure ottenuto, nel 2004, la prima condanna di un istituto di credito costretto a rimborsare i tango bond argentini.

Per quanto riguarda le truffe orchestrate da promotori e funzionari, secondo Vassalle “metà delle cause si risolve con transazioni, mentre nel 50 per cento dei casi si deve arrivare a sentenza. E se è provata la responsabilità del promotore o del funzionario, la banca perde sempre”.

Attenzione, però, a quelle che Tanza definisce “le truffe più pericolose, perché organizzate con la complicità dei direttori delle filiali bancarie che presentano promotori esterni, spesso proponendo prodotti completamente inadeguati”.

Ma quali sono i tipi di truffa orchestrati dai piccoli Madoff all’italiana? I metodi sono due: il primo è il più semplice, con il promotore che si appropria il denaro versato dal risparmiatore facendosi dare contanti o assegni intestati a lui anziché alla banca. Il secondo sistema, ed è il più ricorrente, è quello in cui il promotore per occultare le perdite architetta nuove operazioni sempre più a rischio, in genere dando ai clienti estratti conto falsi.

Non sono solo i promotori a truffare gli investitori. Racconta Vassalle: “Ho avuto un caso a Firenze in cui l’infedeltà era da parte dei funzionari della banca e ho già ottenuto tre sentenze favorevoli, per diversi clienti, con obbligo della banca a restituire complessivamente oltre 1 milione di euro. Per la stessa vicenda ci sono ulteriori cause in corso”.

In definitiva, quali sono i consigli per evitare brutte sorprese? Tanza raccomanda: “Non bisogna mai firmare subito il contratto, ma farsi consegnare il prospetto e studiarselo con calma a casa. E poi, nel modulo che si compila per verificare che il rischio sia adeguato, un trucco per evitare fregature è indicare sempre un profilo molto cautelativo. In questo modo sarà lo stesso computer della banca a evitare i prodotti più rischiosi”.

Vassalle consiglia di “rivolgersi a consulenti indipendenti che non eseguono direttamente gli investimenti”. Insomma, per non cadere in trappola meglio distinguere i ruoli di chi consiglia e di chi opera sul mercato.
Ultima modifica di rolieg il lun mar 02, 2009 4:19 pm, modificato 1 volta in totale.
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crisi colpisce i guadagni dei promotori

Messaggio da rolieg » gio feb 19, 2009 4:28 pm

La crisi colpisce i guadagni dei promotori, che lamentano anche la scarsa memoria dei clienti. Che dimenticano i raddoppi del passato e si preoccupano soltanto delle perdite.


Allarme sopravvivenza per i promotori finanziari. La situazione è veramente complessa. A sentirli c'è da preoccuparsi veramente. I guadagni infatti per alcuni si sono dimezzati, per altri sono crollati del 75% creando delle situazioni veramente drammatiche. E anche stare vicino al cliente è diventato un inferno. Anzi il cliente spesso dimentica tutto il lavoro che è stato fatto nel passato, negli anni d'oro, e guarda soltanto all'oggi, cioè ai pessimi risultati.

«Al cliente non interessa se gli anni passati ha raddoppiato i suoi guadagni» ci confessa Patrizio Comi, promotore di Banca Sara. «a lui interessano i risultati e vede nero. Soprattutto non è interessato al fatto che magari si perde meno degli altri, per lui è sempre una perdita» continua.

E soprattutto non ha nessuna intenzione di ascoltare il promotore. Infatti in un momento così difficile neppure il rapporto di fiducia che si è costruito negli anni è sufficiente. I promotori non sono ahimé visti come consulenti e il cliente non ha nessuna intenzione di investire. L'unico prodotto che acquista sono le obbligazioni strutturate, ma sicuramente non investe in fondi, non compie speculazioni.

A questo punto viene da chiedersi su cosa guadagnano i promotori, visto che anche le gestioni patrimoniali non navigano in buone acque, giusto per usare un eufemismo. Un problema soprattutto per chi ha portafogli di piccole dimensioni che prima guadagnava circa 3mila euro e oggi se va bene se ne ritrova al massimo 1.500.

rolieg

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