L’Argentina attacca le banche italiane

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L’Argentina attacca le banche italiane

Messaggio da rolieg » mar feb 26, 2008 2:14 pm

L’Argentina attacca le banche italiane


Non ci sta. L’Argentina non subisce le critiche che arrivano dall’Italia sul trattamento poco sensibile riservato ai risparmiatori italiani che avevano in portafoglio i tango bond e rilancia.

Dice agli italiani di guardare in casa loro e al comportamento poco consono della Banca d’Italia. Lo fa per bocca dell’ex ministro dell’Economia Roberto Lavagna (ora sostituto da Felisa Miceli) che ha curato il concambio che prevedeva un taglio del 70% per il 76% dei bonholder che vi hanno aderito.

La miccia la accende il ministro degli esteri italiano Gianfranco Fini a Radio Anch’io. "E’ una questione estremamente delicata – aveva spiegato Fini -, in mille circostanze abbiamo ricordato alle autorità di Buenos Aires che hanno il dovere di garantire ai risparmiatori italiani truffati: ma non è facile perché c’è una certa insensibilità delle autorità argentine da questo punto di vista ".
A stretto giro di posta è arrivata la replica di Lavagna. "Prima di rivolgere reclami all'Argentina, il governo italiano deve approfondire le indagini sulle irregolarità commesse dalla Banca centrale d'Italia in connivenza con le banche italiane”.

Un richiamo neanche tanto velato all’operato delle banche che infatti in questi mesi hanno perso diverse cause intentate dai risparmiatori truffati.

"Questo chiarimento delle responsabilità - sottolinea Lavagna- è essenziale, visto che i collocamenti del debito che ha realizzato l’Argentina erano riservati agli investitori istituzionali. Chi li ha offerti al pubblico sono state le banche italiane

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Messaggio da rolieg » lun mag 12, 2008 2:15 pm

risparmiatori italiani
Tango bond: arrivano i soldi per i 450mila risparmiatori italiani
redazione Martedì 18 Dicembre 2007 alle 19:18
2 commenti


di Daria Bianchi

Si riaccende la speranza per i 450 mila risparmiatori italiani rimasti vittime dei tango bond, i quali, sia pure tramite un complicato meccanismo di riconversione, potrebbero veder rientrare 1 miliardo e mezzo dei 4 miliardi originariamente investiti. Meglio di niente.
Il presidente dello stato sudamericano, Cristina Fernández de Kirchner, in carica dal 10 dicembre, ha promesso infatti di aumentare il valore dei titoli di stato crollati nel 2001. Se le aspettative degli analisti finanziari sudamericani venissero rispettate, la banca centrale potrebbe comprare i tango bond al 50 per cento del valore originario, a patto che il venditore si impegni a investire la quota rimborsata in Argentina, e precisamente nei settori a maggiore tasso di crescita, come il turismo o l’energia. Un passo avanti, o quantomeno una limitazione del danno, se si pensa che oggi gli obbligazionisti italiani (molti pensionati) hanno in mano titoli che non sanno a chi rivendere e che valgono appena il 20 per cento dell’investimento.
Cristina Fernández de Kirchner, che si sta mostrando molto più elastica del suo predecessore e marito Nestor Kirchner, vuole ricostruire il rapporto di fiducia con l’Italia, incrinatosi all’indomani del crac dopo decenni di relazioni economiche.
“L’Argentina sta crescendo a un tasso dell’8 per cento da ormai 5 anni e ha fame di capitali stranieri” spiega Hugo Alberto Pruzzo, avvocato del De Naro Papa e associati, uno studio legale con sedi a Milano e a Buenos Aires. “Un gruppo di banche e società finanziarie potrebbe acquistare i bond dai titolari italiani al 37 per cento del prezzo originario, per poi rivenderli alla banca centrale al 50 per cento. E tramutare quella liquidità in capitale investito, da utilizzarsi per costruire alberghi, centrali eoliche o idroelettriche”.
Questo sistema comporterebbe dei vantaggi sia per i risparmiatori, che incasserebbero quasi il doppio rispetto alle ultime valutazioni, sia per gli operatori finanziari. Si dice che la catena Four Seasons, facendo da apripista, abbia comprato un albergo a Buenos Aires proprio con l’ausilio di un meccanismo simile.
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