L'opinione di Beppe Fossati

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L'opinione di Beppe Fossati

Messaggio da rolieg » lun mar 17, 2008 8:29 am

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Beppe Fossati Direttore Cronacaqui

(23/01/2008) - Se la giustizia farà il suo corso saranno in quarantamila a bussare alle porte di quattro grandi banche estere (una quinta ha patteggiato) per aggiotaggio nell’ambito del crack Parmalat.

O per essere più chiari, per aver omesso, nel modello predisposto per accogliere i quattrini dei risparmiatori, di spiegare la pericolosità dell’investimento. Tacendo i sospetti, per non dire la quasi certezza, che Parmalat al momento in cui rastrellava soldi sul mercato (pagando cospicue provvigioni!) era già un’azienda decotta, che galleggiava su un materasso di garanzie smaccatamente falsificate. Usiamo il condizionale, quando parliamo di giustizia che dovrebbe fare il suo corso tutelando i risparmiatori, poichè in un caso analogo, quello dell’Antonveneta, la costituzione di parte civile dei privati cittadini che hanno prestato i loro quattrini nella speranza di un interesse è stata negata, privando di fatto chi è stato coinvolto in uno dei tanti crack che hanno accompagnato la vita economico finanziaria di questo Paese, di un riconoscimento dello status di vittima di un raggiro.

Un rischio che si ripropone davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano e che potrebbe innescare una filiera di no, anche in altri dibattimenti. Eppure, pur con calcoli approssimativi sono più di 500 mila le famiglie che hanno concorso alla ricchezza di Cirio, Parmalat, Antonveneta, o hanno investito nei famigerati bond Argentini. Un gregge che rischia di essere tosato tre volte, la prima da chi ha costruito i titoli spazzatura, la seconda dagli istituti di credito che li hanno piazzati sul mercato magnificandoli a dovere come fossero un prodotto di Re Mida, la terza dai tribunali che respingono i ricorsi.

Eppure anche in Italia, da qualche tempo, sono lecite le class action, ovvero le cause collettive che hanno fatto tremare i colossi americani (notissimi i romanzi di John Grisham sull’argomento) con risarcimenti miliardari. Lecite, ma osteggiate, se è vero che i risparmiatori - almeno nel rapporto con le banche - contano meno di Bertoldo in Francia, nonostante siano un numero smisurato e rappresentino una parte sana e rispettabile del paese.

La gente che ha investito i propri risparmi credendo nel successo dei vari Tanzi o Cragnotti, ma soprattutto fidandosi della banca sotto casa, del cassiere amico, del direttore cerimonioso. E soprattutto della banca di grande nome. Quelle, per intenderci che la fanno sempre franca. Beppe Fossati - beppe.fossati@cronacaqui.it
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